Nero o grigio
Il lavoro irregolare ha due facce. Nella prima il rapporto non esiste sulla carta. Nella seconda esiste, ma racconta solo una parte di quello che fai.
Lavori, ma per lo Stato non esisti.
Nessun contratto, nessuna comunicazione agli enti, nessuna busta paga. Ti pagano in contanti, quando ti pagano.
- Non hai mai firmato un contratto
- Non ricevi la busta paga
- Nessuno versa i contributi per la tua pensione
- Se ti fai male, il datore ti chiede di dire che eri lì per caso
Il contratto c'è, ma dice meno del vero.
Sei assunto, però la busta paga riporta meno ore, meno giorni o una mansione più bassa di quella reale. Il resto arriva "fuori busta", oppure non arriva.
- Contratto part-time, orario da tempo pieno
- Straordinari pagati in contanti o mai pagati
- Ferie e malattia che "non ti spettano"
- Inquadramento più basso del lavoro che fai
Non sai in quale caso ti trovi? Fai il test rapido.
La retribuzione
La paga per il lavoro svolto
Il lavoro fatto va retribuito per tutto il periodo in cui hai lavorato, anche se il rapporto era irregolare. Come riferimento si usano di regola i minimi del contratto collettivo del tuo settore.
art. 2126 cod. civ. · art. 36 Cost.Ferie, tredicesima, TFR, straordinari
Sono voci che maturano con il lavoro. Se non le hai ricevute, possono rientrare nel conteggio di quello che ti è dovuto.
contratto collettivo di settore · art. 2120 cod. civ.Per chiedere le differenze di paga ci sono dei termini: vedi i termini.
I contributi per la pensione
Versarli è obbligo del datore di lavoro. Quando non sono stati versati si possono chiedere all'INPS. Se nel frattempo sono andati in prescrizione, esistono strumenti per recuperare almeno in parte la posizione.
art. 2116 cod. civ. · art. 13 L. 1338/1962I contributi si prescrivono in cinque anni: vedi i termini.
Sicurezza e infortuni
L'infortunio sul lavoro
Se ti fai male lavorando, la tutela INAIL opera di regola anche se il datore non ti aveva denunciato. Fatti visitare al pronto soccorso e racconta come è successo davvero.
art. 67 D.P.R. 1124/1965La sicurezza
Formazione, dispositivi di protezione, visite mediche quando previste: le regole sulla sicurezza valgono per chiunque lavori, con o senza contratto.
D.Lgs. 81/2008Iscriverti a un sindacato
È un tuo diritto. Gli atti del datore che ti discriminano o ti penalizzano per la tua attività sindacale sono vietati dalla legge.
art. 39 Cost. · art. 15 L. 300/1970Alcuni diritti scadono
Non serve correre, ma nemmeno aspettare anni. Questi sono i termini da tenere d'occhio.
Se ti mandano via, hai 60 giorni per contestare il licenziamento per iscritto. Poi ci sono altri termini, anch'essi brevi, per andare davanti al giudice.
art. 6 L. 604/1966Per chiedere le differenze di paga. Secondo la Corte di cassazione, in molti rapporti il termine comincia a decorrere dalla fine del rapporto di lavoro.
art. 2948 cod. civ. · Cass. 26246/2022Per i contributi non versati, dalla data in cui andavano pagati. Oltre questo termine l'INPS non li può più riscuotere e restano solo strumenti di recupero più complessi.
art. 3 L. 335/1995I termini cambiano da caso a caso, e un errore di calcolo può far perdere un diritto. Se stai per lasciare il lavoro o ti hanno appena mandato via, contattaci subito.
Le prove le hai già
Quasi sempre il lavoro irregolare lascia tracce. Il problema è perderle. Comincia a conservarle da oggi, senza dire niente a nessuno.
- Messaggi e chatTurni, ordini, richiami, accordi sulla paga. Fai screenshot con data e ora visibili.
- Un diario degli orariOgni sera annota luogo, ora di inizio e di fine, pause. Anche un quaderno va bene.
- Pagamenti ricevutiRicevute, bonifici, buste con i contanti: segna data e importo di ogni pagamento.
- Foto e posizioniFoto del luogo di lavoro, del cartellino o della divisa, posizioni salvate sul telefono.
- Colleghi e clientiNomi e contatti di chi ti ha visto lavorare. Potranno confermare quello che dici.
- Ogni documentoBadge, chiavi, tesserini, corsi fatti, buste paga anche parziali. Non buttare niente.
Un consiglio pratico: salva tutto anche in un posto che il datore non controlla (una mail personale, la chiavetta di un familiare). Il telefono aziendale si può dover restituire.
Chi rischia, e che cosa
La paura più diffusa è finire nei guai per aver lavorato in nero. Le sanzioni del lavoro nero sono pensate per chi lo organizza. Ci sono però situazioni che vanno valutate con attenzione prima di muoversi.
Le sanzioni per il lavoro nero sono a suo carico.
- Sanzioni amministrative per ogni lavoratore non dichiarato, che crescono con la durata del rapporto
- Il pagamento dei contributi omessi, con le relative sanzioni
- La possibile sospensione dell'attività disposta dall'Ispettorato del lavoro
- Nei casi di sfruttamento, conseguenze anche penali
Prima di muoverti, parlane con noi in riservatezza.
- Se mentre lavoravi in nero hai ricevuto NASpI, Assegno di inclusione o altre prestazioni legate al reddito o alla disoccupazione, potresti dover restituire delle somme, e in alcuni casi le conseguenze possono essere più serie
- Se non hai un permesso di soggiorno valido, ogni passo va valutato prima con un servizio specializzato
- Oggi la legge non protegge in modo completo chi denuncia il proprio datore: è una delle cose che vogliamo cambiare
Lavoratori stranieri
Il lavoro che hai fatto va pagato anche se non hai il permesso di soggiorno.
Allo sportello non ti chiediamo il permesso di soggiorno, a meno che sia tu a volerne parlare. Prima di qualsiasi richiesta al datore o segnalazione, ti mettiamo in contatto con un servizio specializzato in immigrazione, per valutare insieme a te le conseguenze e gli eventuali percorsi di protezione previsti per chi subisce sfruttamento.
Ti hanno preso i documenti, ti obbligano a vivere dove decidono loro, ti minacciano o ti fanno lavorare per ripagare un debito? Sono segnali di sfruttamento grave. Non sei tu ad aver sbagliato, e ci sono persone pronte ad aiutarti subito.
Gratuito e anonimo, attivo 24 ore su 24, con operatori che parlano diverse lingue.


