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con noi.

Scrivici per fissare un colloquio. Ti ascoltiamo nella nostra sede o nei nostri punti di ascolto. Per le prime informazioni non devi essere iscritto.

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Nel primo messaggio scrivi solo come ricontattarti. Non inserire informazioni sulla salute, sul permesso di soggiorno o sul tuo datore di lavoro: ne parliamo di persona.

Email
info@emersi.org
Sede
Via Emilia n. 51, Castel San Pietro Terme (BO)

Non devi affrontare tutto da solo.

Ascolto. Tutela. Rappresentanza.

  1. 01

    Raccontaci la situazione

    Con calma, nella nostra sede o nei punti di ascolto. Annotiamo solo i fatti che servono, senza giudicarti.

  2. 02

    Esaminiamo le informazioni

    Mettiamo in ordine documenti, messaggi, orari e testimoni, e ricostruiamo il rapporto: periodo, mansioni, ore, paga ricevuta.

  3. 03

    Individuiamo gli strumenti disponibili

    Ti spieghiamo cosa ti spetta, quali sono i rischi e quali i tempi. Non promettiamo risultati né cifre.

  4. 04

    Ti accompagniamo nel percorso di tutela

    Sulla strada che scegli tu: richiesta scritta al datore, conciliazione in sede sindacale, Ispettorato del lavoro, INPS e INAIL.

Segnalazioni e denunce: decidi sempre tu.

Ti spieghiamo con calma le conseguenze di ogni strada. La decisione di rivolgerti all'Ispettorato o di presentare una denuncia spetta solo a te, e la prendi liberamente.

Riservatezza

La tua situazione merita ascolto e riservatezza.

Leggi l'informativa privacy

  • Non contattiamo il datore di lavoro senza il tuo incarico scritto e non diciamo a nessuno che ti sei rivolto a noi.
  • Raccogliamo solo i dati che servono. Quelli sulla salute o sulla condizione di soggiorno li annotiamo solo se indispensabili.
  • Non ti chiediamo il permesso di soggiorno, a meno che sia tu a volerne parlare.
  • Nei nostri registri compari con un codice, non con il tuo nome.
  • Ai tuoi dati accedono solo gli operatori autorizzati per iscritto, tenuti alla riservatezza anche dopo la fine del loro incarico.

Domande frequenti

Se mi rivolgo a voi, il mio datore lo viene a sapere?
No, a meno che sia tu a deciderlo. Non contattiamo il datore di lavoro senza il tuo incarico scritto e non comunichiamo a nessuno che ti sei rivolto a noi.
Devo essere iscritto per chiedere informazioni?
No. Le prime informazioni le diamo a chiunque. Ti proporremo l'iscrizione, che serve se vuoi essere assistito nel tempo, ma non è una condizione per ascoltarti.
Quanto posso ottenere?
Dipende da quanto hai lavorato, dalle prove disponibili e da quanto tempo è passato. Per questo non diamo cifre al primo incontro: ogni conteggio viene verificato prima di essere comunicato al datore.
Lavoro ancora lì. Rischio di perdere il posto?
È una preoccupazione comprensibile e va messa sul tavolo. Insieme valutiamo i tempi: a volte conviene raccogliere le prove mentre il rapporto è in corso e muoversi dopo, a volte no. In ogni caso il termine di cinque anni per le differenze di paga, secondo la Corte di cassazione, in molti rapporti decorre dalla fine del rapporto.
Non ho il permesso di soggiorno. Posso venire?
Sì. Non ti chiediamo il permesso di soggiorno e il lavoro svolto va pagato anche a chi non ce l'ha. Prima di qualsiasi iniziativa, però, ti indirizziamo a un servizio specializzato in immigrazione, perché valuti con te le conseguenze.
Chi decide se fare una segnalazione all'Ispettorato?
Solo tu, dopo aver ricevuto tutte le informazioni. Non ti spingiamo a denunciare e non ti chiediamo di non farlo.
Cos'è una conciliazione in sede sindacale?
È un accordo con il datore firmato davanti a un conciliatore del sindacato, che rende definitive eventuali rinunce. Per questo, prima della firma, il conciliatore ti spiega in una lingua che comprendi a cosa rinunci e cosa ricevi. La conciliazione si tiene nella nostra sede, mai nei locali del datore.
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Un gruppo di lavoratrici e lavoratori parla durante una pausa